Psicologia – Felicità: pensiero positivo e autorealizzazione

L’uomo in un certo senso può essere classificato come “animale”, ma è allo stesso tempo differente dagli animali. Una delle cose che lo contraddistingue da questi è il fatto di essere una creatura che va alla ricerca della felicità, oltre che delle cose materiali che gli permettono di vivere. Ma come si ottiene la felicità?

Alcuni attribuiscono grande importanza agli eventi e alle esperienze che segnano il corso di vita. Secondo tali autori, fattori come povertà, malattie, traumi, separazioni e perdite sarebbero incompatibili con la felicità, quali che siano le risorse individuali della persona: dunque per loro il pensare più o meno positivamente non può che riflettere le esperienze positive o negative vissute.

Altri studiosi invece ritengono che la felicità e il benessere psicologico rispecchino caratteristiche particolari di personalità che in larga parte moderano le influenze dei fattori esterni e dei contesti di vita. Secondo questi autori dunque vi sono caratteristiche legate al temperamento e alla personalità che tracciano una sorta di “punto di partenza”, di “linea di base” della felicità individuale, in quanto sono in grado di determinare stabilmente l’atteggiamento della persona nei confronti della vita, al di là delle sue normali fluttuazioni normali legate all’umore o al normale variare degli eventi.

ragazza_mora_sorride_La felicità sarebbe dunque una caratteristica della persona, poco suscettibile ad essere modificata dalle circostanze di vita. Probabilmente entrambe le posizioni hanno elementi di verità, in ogni caso la ricerca ha oggi accertato l’esistenza di tre elementi che giocano un ruolo decisivo nel benessere psicologico di una persona: la soddisfazione di vita, l’autostima e l’ottimismo. Questi tre elementi (che sono correlati, se si alza uno dei tre tendenzialmente si alzano anche gli altri due) danno luogo ad un pensiero positivo: avere o meno questo tipo di atteggiamento può avere conseguenze che vanno ben al di là dello stato d’animo temporaneo, ma anzi diventa uno stile duraturo nel tempo. Diventa cioè un modo stabile nel tempo di vedere “il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto”.

Questo influenzerà significativamente le proprie scelte, le proprie azioni e le relazioni con gli altri.

Ma ora vediamo in particolare i tre elementi che costituiscono il pensiero positivo:

La soddisfazione di vita deriva dall’appagamento che la persona trae dalle attività e dalle relazioni interpersonali che segnano e hanno segnato la propria vita. L’autostima invece corrisponde al grado di autoaccettazione a autoapprezzamento che ogni persona ha: anch’essa deriva in parte dalle relazioni con l’ambiente circostante. L’ottimismo infine corrisponde ad un orientamento generale rispetto alla vita e al futuro caratterizzato dalla tendenza a pensare che accadranno con maggiore facilità eventi positivi e che anche le situazioni difficili si risolveranno per il meglio.

Dunque, si può imparare a pensare positivo? Molto probabilmente sì, dato che si possono imparare strategie per migliorare i tre elementi di cui abbiamo parlato: questo porterà a non farsi abbattere dagli eventi della vita, ma a “leggerli” nella maniera più positiva possibile. In questa sede ci limitiamo a dare qualche consiglio su come migliorare l’autostima: dei tre elementi è forse quello più facilmente modificabile e che può portare più in alto anche gli altri due elementi.

Considerando che uno degli elementi più importanti da cui si origina l’autostima è il confronto tra l’immagine che si ha di sé stessi e l’immagine di ciò che si vorrebbe essere, ecco alcuni passi per svilupparla:

  • Non darsi obiettivi troppo bassi o troppo alti: se sono irraggiungibili e non ce la faremo ci auto-svaluteremo, ma se non facciamo “un po’ di fatica” ci sembrerà di non “fare abbastanza” (dunque anche l’immagine di ciò che dovrebbe essere sistemata secondo questo principio). 
  • Focalizzarzi sulla propria immagine di sé: troviamo in maniera onesta i nostri punti di forza e quelli negativi. 
  • Dare assoluta precedenza nelle proprie attività, percorsi scolastici, lavorativi, relazionali, alle situazioni in cui è più facile mettere in luce i propri punti di forza e in cui vengono minimizzati i punti deboli. Si riceveranno così dall’esterno molti più feedback positivi di quelli negativi. 
  • Difendere le idee personali: gli altri impareranno a conoscerci, rispettarci, e noi sentiremo di aver lottato per noi stessi. 
  • Sintonizzarsi con i propri desideri ed eliminare eventuali conflitti. 
  • Coltivare hobbies e interessi. 
Condivi con