Micropigmentazione, definizione e campi di utilizzo

Foto della ragazza in alto a sinistra: Marin, www.freedigitalphotos.net

Il Trucco Permanente in Italia è ormai conosciutissimo, ma cos’è di preciso la Micropigmentazione Paramedicale o Tatuaggio medicale? E’ un tatuaggio che, oltre alle finalità estetiche, viene effettuato per mimetizzare o camuffare piccole o più evidenti imperfezioni come vitiligine circoscritta, cicatrici lisce e piatte, discromie della pelle (macchie), ustioni.

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Questa tecnica assume particolare importanza nei confronti di tutte quelle donne che hanno subìto un intervento al seno. È possibile, così, la ricostruzione cromatica dell’areola mammaria o del complesso areola/capezzolo.

La Micropigmentazione (detta anche Trucco Semipermanente, Trucco Permanente, Dermopigmentazione, Tatuaggio Visagistico, Estetico e Correttivo) è una specialità estetica che prevede l’introduzione di pigmenti specifici certificati, sterili e ipoallergenici nella cute, al fine di correggere e abbellire determinati tratti del viso e del corpo.

Nel corso degli ultimi vent’anni la ricerca e l’esperienza degli operatori estetici hanno consentito di identificare diversi campi di applicazione per questa tecnica originariamente legata solo alla pratica del Trucco Permanente, tanto che oggi si parla di Micropigmentazione suddividendola in tre categorie: Estetica, Correttiva (o Camouflage) e Ricostruttiva.

Nello specifico, la Micropigmentazione Estetica, fino ad oggi nota come Trucco Permanente (con un’espressione semanticamente preferibile a quella di Trucco Semipermanente), viene utilizzata per modificare e ridefinire la forma di sopracciglia, occhi e labbra;

La Micropigmentazione Correttiva, o Camouflage Tatuato, è impiegata per intervenire su tatuaggi eseguiti in precedenza correggendone forme, linee o colori;

La Micropigmentazione Ricostruttiva, o Tatuaggio Medicale, viene applicata per mimetizzare discromie della pelle derivanti da esiti post-operatori o patologie, per pigmentare il cuoio capelluto in caso di alopecia o calvizie e per ricreare cromaticamente l’areola mammaria (e anche il capezzolo in caso di assenza) a seguito di asportazione interventi chirurgici.

Il tatuaggio dell’areola/capezzolo deve essere eseguito seguendo tassativamente determinati protocolli igienico/sanitari secondo le ultime linee guida dettate dal Ministero Superiore di Sanità e può essere considerata come ultimo step di un percorso lungo e doloroso, offrendo così alla donna che si sottopone alla ricostruzione una qualità di vita migliore sul piano personale, famigliare e sociale. Nei casi in cui questo tipo di tatuaggio si rivelasse insufficiente, si può optare per l’esecuzione di un tatuaggio decorativo o artistico.

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