Make up correttivo in due semplici mosse!

Il trucco correttivo è definito come trucco base, quello che detta le regole generali a da cui ogni truccatore deve partire. Se è esatto che il make up è arte, è anche vero che l’arte ha le sue regole. Si può semplificare tutta la vasta gamma di tecniche correttive, spesso eccessivamente complicate, in un’unica legge: illuminare e ombreggiare. O per dirla all’inglese, fare highlighting e contouring. La luce riflette, espande e evidenzia (ingrandisce).

In generale le zone da illuminare sono quelle centrali del viso: fronte, parte alta degli zigomi e mento, questo perché la luce naturale tende a colpire prima il centro del volto. w_truccocorrettivoAnche in caso di visi completamente irregolari, delle correzioni scure marcate nella zona centrale non risulteranno molto efficaci nell’effetto. Inoltre la luce ha un effetto lifting, di  sollevamento, che sempre per lo stesso motivo risulta valorizzato sulle zone frontali piuttosto che sulle laterali.

Se gli occhi sono piccoli o incavati illuminarli con colori chiari permette di aprire lo sguardo, così come l’uso di una matita chiara nella rima interna. La palpebra fissa è un altro elemento su cui di solito si applicano i punti luce, ma bisogna stare attenti perché se è sporgente rischia di coprire la palpebra mobile. Inoltre bisogna evitare colori troppo chiari e brillanti su carnagioni pallide e le matite bianche all’interno, l’effetto sarebbe eccessivo e innaturale (quando in gergo si dice questo colore ti “sbatte”). Un velo di illuminante sull’arco di cupido o al centro delle labbra le farà apparire più voluminose.

L’ombra, al contrario della luce, restringe, incupisce e da profondità. Le parti del viso che tendono naturalmente ad essere coperte da ombre sono quelle laterali e inferiori: tempie, osso zigomatico e mandibola. A seconda della morfologia del viso queste saranno più o meno accentuate e quindi si deciderà di conseguenza se illuminarle oppure ombreggiarle, il mio consiglio è quello di ombreggiare sempre il solco dell’osso zigomatico.

Evidenziare gli zigomi, scavarli per usare un termine più semplice ma efficace, in automatico fa risaltare i punti luce del viso sia artificiali che naturali. L’importante è non spingersi mai troppo ingiù con il colore, verso la mandibola, o salire troppo verso le tempie. Il tratto sarebbe molto indurito e da fisionomia maschile. Le tempie se molto ampie possono essere scurite nella parte superiore, più evidente e vicina alla fronte.

Per quanto riguarda il naso, una parte del viso che spesso si desidera correggere con il contouring, sconsiglio le correzioni classiche molto pesanti. Meglio scurirlo appena in punta e lungo i lati del dorso se troppo grande o sporgente. Infine il contouring permette con successo di ridurre il famoso “doppio mento”, basta una spolveratina di polvere scura nella zona che sporge eccessivamente. 

Se gli occhi sono sporgenti o poco definiti, un colore più scuro verso l’esterno della palpebra e nella piega riuscirà a farli apparire più armoniosi. È meglio bilanciarli con colori chiari, di solito applicati verso l’interno. Sono contraria alle correzioni scure integrali, anche in caso di occhi tondi e distanti, perché chiudono lo sguardo e appesantiscono la palpebra rischiando di riprodurre un effetto contrario a quello desiderato. Il colore scuro deve essere sfumato sempre verso l’esterno e verso l’alto, mai portando il pennello in basso, altrimenti gli occhi sembreranno cupi e cadenti.

Scurire l’angolo di congiunzione tra bocca e mento solleverà labbra piccole e sottili, ridimensionando se presente la parte sporgente del mento. C’è una sola parte del viso per cui la regola dei chiaro­scuri è invertita: la bocca. I colori chiari la rimpiccioliscono e quelli scuri la evidenziano. In questo caso bisogna fare riferimento al colore naturale della mucosa labiale, se più chiaro o più scuro rispetto al prodotto che verrà applicato. 

In conclusione, nel trucco correttivo si deve tenere conto dell’equilibrio generale degli elementi che caratterizzano un viso e fare delle scelte. Le tipologie di volto sono quasi sempre mischiate tra loro e spesso ciò che accademicamente è considerato difetto nel contesto pratico si rivela essere un punto di forza e ben accostato ad altre componenti.

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